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Guida alle misure governative a supporto delle PMI

DL

Introduzione

L’Italia, con un settore servizi, ristorazione e turismo caratterizzato da piccole e medie imprese, e un settore pubblico con un debito già elevato, rischia di essere tra gli Stati più fragili. La ripartenza del mercato dei consumi fuori casa sarà strategica per il Paese e potrà essere agevolata da una forte sinergia tra tutti gli attori della filiera. METRO Italia, in particolare, in qualità di partner dell’Horeca, si impegna a consolidare una comunicazione con i Professionisti della Ristorazione e dell’Ospitalità, per facilitare quanto più possibile l’accesso alle informazioni chiave, utili al sostegno e alla sopravvivenza delle PMI.
Questo documento ha l’obiettivo di fornire ai Professionisti Horeca una guida, informativa e non necessariamente esaustiva, agli aiuti stanziati dal governo per le PMI. Ogni informazione in esso riportata dovrà essere oggetto di verifica ed approfondimento da parte del nostro cliente con i propri consulenti legali o fiscali.

Le informazioni fornite sono aggiornate al 14 Gennaio 2021.


LEGGE DI BILANCIO

All’interno della nuova Legge di Bilancio, in vigore a partire dal 1° gennaio, sono state inserite due misure a diretto sostegno del comparto Horeca:

  • Riduzione dell’IVA su servizi di asporto e food delivery
    Grazie a una norma di interpretazione autentica inserita nella nuova Legge di Bilancio, la cessione di piatti pronti e pasti cotti, arrostiti, fritti o altrimenti preparati per un consumo immeditato tramite consegna a domicilio o asporto è soggetta a un’IVA del 10% e non più del 22%.

  • Bonus Cuochi Professionisti
    Si tratta di un credito d’imposta fino al 40% delle spese sostenute per l'acquisto di beni strumentali durevoli e per la partecipazione a corsi di aggiornamento professionale, strettamente funzionali all'esercizio dell'attività, tra il 1° gennaio 2021 e il 30 giugno 2021. L’agevolazione spetta fino ad un massimo di 6.000 euro e nel limite complessivo di 1 milione di euro per ciascuna delle annualità 2021-2023. Per l’effettiva attuazione si prevede l’emanazione di un Decreto MISE, di concerto con il MEF, entro 60 giorni dall’entrata in vigore della Legge, ovvero entro i primi di Marzo.


DL RISTORI QUATER

Lunedì 30 novembre è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il decreto legge 30 novembre 2020, n. 157 recante “Ulteriori misure urgenti connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19.”, il cosiddetto DL Ristori quater. Il provvedimento ha l’obiettivo di continuare ad assicurare un sostegno alla liquidità di imprese e lavoratori nei settori più colpiti. Tra le principali misure emerge il rinvio delle principali scadenze e di diversi versamenti fiscali per le PMI che hanno subito perdite rilevanti di fatturato. Si estende inoltre il periodo di riferimento per il calcolo del calo del fatturato, non limitandosi più al mese di aprile, ma estendendolo ai primi sei mesi dell’anno. Vediamo di seguito nel dettaglio una analisi dei contenuti di maggiore interesse.

Art. 1 - Proroga del termine di versamento del secondo acconto delle imposte sui redditi e dell’IRAP
Si proroga la scadenza del versamento della seconda o unica rata dell’acconto delle imposte sui redditi e dell’IRAP. In particolare:

• è prorogato dal 30 novembre al 10 dicembre 2020 per i soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione, che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nel territorio dello Stato.
• resta prorogato al 30 aprile 2021, e senza l’applicazione di sanzioni nè interessi, per i soggetti che esercitano attività economiche per le quali sono stati approvati gli indici sintetici di affidabilità fiscale, come disposto dal DL Agosto e dal DL Ristori-bis, e per i soggetti con ricavi o compensi non superiori a 50 milioni di euro che hanno subito una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi di almeno il 33% nel primo semestre del 2020 rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

Art. 2 - Sospensione dei versamenti tributari e contributivi in scadenza nel mese di dicembre
Per i soggetti con ricavi o compensi non superiori a 50 milioni di euro che hanno subito una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi di almeno il 33% nel primo semestre del 2020 rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, per i soggetti che hanno intrapreso l'attività di impresa, di arte o professione in data successiva al 30 novembre 2019, e per i soggetti che esercitano attività economiche sospese dal DPCM 3 novembre, sono sospesi senza applicazione di sanzioni e interessi i termini che scadono nel mese di dicembre 2020 relativi:

• Ai versamenti delle ritenute alla fonte;
• Ai versamenti IVA;
• Ai versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali.

Art. 3 - Proroga del termine per la presentazione della dichiarazione in materia di imposte sui redditi e Irap
Il termine per la presentazione in via telematica della dichiarazione in materia di imposte sui redditi e dell'imposta regionale sulle attività produttive viene prorogato dal 30 novembre al 10 dicembre 2020.

Art. 4 - Proroga termini definizioni agevolate
Proroga dal 10 dicembre 2020 al 1° marzo 2021 il termine ultimo della finestra agevolata per il versamento dei carichi affidati agli agenti della riscossione relativi all’anno 2020.

Art. 5 - Proroga versamenti prelievo erariale unico sugli apparecchi di cui all'articolo 110, comma 6, lettera a) e lettera b), del testo unico di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773
Si dispone che il versamento del saldo per PREU sugli apparecchi da intrattenimento e del canone concessorio del quinto bimestre 2020 venga versato in misura pari al 20% del dovuto sulla base della raccolta del medesimo bimestre, fino al 18 dicembre 2020. Il restante 80% può essere versato con rate mensili di pari importo, con la scadenza della prima rata fissata al 30 giugno 2021.

Art. 6 - Estensione dell’applicazione dell’articolo 1 del decreto-legge n. 137 del 2020 ad ulteriori attività economiche
La disposizione estende il contributo a fondo perduto per il sostegno delle attività economiche di cui al DL Ristori, anche a quelle attività che abbiano attiva la partita IVA al 25 ottobre 2020 e inserite nell’Allegato 1 di cui al presente decreto

Art. 7 - Razionalizzazione dell’istituto della rateizzazione
Viene modificato il dpr 602/1973 sulla riscossione delle imposte sul reddito, intervenendo sulla disciplina relativa alla dilazione di pagamento:

• si specifica che a seguito della presentazione della richiesta e fino alla data di rigetto della stessa siano sospesi i termini di prescrizione e decadenza, che non possano essere iscritti nuovi fermi amministrativi e ipoteche e che non possano essere avviate nuove procedure esecutive;
• non può essere in nessun caso concessa la dilazione delle somme oggetto di verifica in un momento antecedente la data di accoglimento della richiesta;
• il pagamento della prima rata determina l’estinzione delle procedure esecutive precedentemente avviate a condizione che non si sia tenuto l’incanto con esito positivo o non sia stata presentata istanza di assegnazione;
• si prevede che fino al 31 dicembre 2021 la situazione di temporanea obiettiva difficoltà sia documentata;
• per i provvedimenti di accoglimento riferiti alle richieste di rateizzazione, le condizioni per cui il debitore decade dai benefici previsti dell’articolo si determinano in caso di mancato pagamento di dieci rate anche non consecutive;
• i piani di dilazione potranno essere nuovamente dilazionati, dopo l’intervento della sospensione, presentando la richiesta di rateizzazione entro il 31 dicembre 2021, senza necessità di saldare le rate scadute alla data di presentazione;
• si modifica, infine, l’art. 68 del DL Cura Italia, prevedendo che le dilazioni possono essere accordate anche relativamente ai debiti per i quali si era determinata l’inefficacia delle definizioni agevolate.

Art. 8 - Individuazione dei soggetti esenti dal versamento IMU
Viene estesa l’esenzione dal versamento IMU per le stesse categorie già previste dal DL Rilancio, dal DL Agosto e dal DL Ristori, anche ai soggetti passivi dell’imposta municipale propria che siano anche gestori delle attività economiche indicate, in aggiunta ai soggetti proprietari.

Art. 13 - Misure in materia di integrazione salariale
Si prevede che i trattamenti di integrazione salariale di cui al DL Agosto siano riconosciuti anche in favore dei lavoratori in forza alla data di entrata in vigore del DL Ristori bis nel limite di 24,9 milioni di euro per trattamenti di cassa integrazione ordinari e 10,2 milioni di euro per i trattamenti di cassa integrazione in deroga.

Art. 16 - Rinvio del federalismo fiscale
Dispone il rinvio dei seguenti termini per l’attuazione del federalismo fiscale:

• Rideterminazione IRPEF, tutti i termini sono rinviati dal 2021 al 2023.
• Compartecipazione regionale all’IVA: ridetermina il periodo di calcolo della compartecipazione dal 2011-2020 al 2011-2023, conseguentemente rinvia la rideterminazione del calcolo e la determinazione delle modalità di attribuzione del gettito al 2023.
• Rinvia al 2023 il termine per la soppressione dei trasferimenti dallo Stato alle regioni a statuto ordinario e rinvia al 31 luglio 2023 il termine per lo svolgimento della procedura di determinazione degli importi da sopprimere.
• Rinvia al 2023 i termini della fase di regime a fondo perequativo.

Art. 21 - Modifiche all’articolo 58 del decreto legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126
Apporta le seguenti modifiche al Fondo per la filiera della ristorazione previsto dal DL Agosto:

• sostituisce la dotazione ivi prevista di 600 milioni di euro per il 2020 con una dotazione di 250 milioni per il 2020 e 200 milioni per il 2021, specificando che le risorse per il 2021 concorrono a finanziare le istanze già presentate entro il 15 dicembre 2020 e parzialmente soddisfatte con lo stanziamento del 2020;
• per accelerare la procedura di erogazione dei contributi si dispone che il MIPAAF trasferisca la somma di 250 milioni di euro al soggetto gestore della misura entro il 31 dicembre 2020;
• si specificano i settori destinatari delle risorse del fondo, tra cui:

- codice ATECO prevalente 56.10.11, 56.21.00, 56.29.10, 56.29.20 e, limitatamente alle attività autorizzate alla somministrazione di cibo, 55.10.00;
- codice ATECO 55.20.52 e 56.10.12, per l'acquisto di prodotti, inclusi quelli vitivinicoli, di filiere agricole e alimentari, anche DOP e IGP.

Art. 23 - Fondo perequativo

Con questo articolo si prevede l’istituzione, per l’anno 2021, di un fondo finalizzato alla perequazione delle misure fiscali e di ristoro concesse ai soggetti destinatari di sospensioni fiscali e contributive che abbiano registrato perdite di fatturato. Per tali soggetti potrà essere previsto l’esonero totale o parziale dai versamenti fiscali e contributivi sulla base dei parametri individuati con un DPCM, adottato previa delibera del CdM su proposta del Ministero dell’Economia e delle Finanze di concerto con il MISE e previa acquisizione del parere delle Commissioni Parlamentari.

Per leggere il testo completo del DL Ristori Quater e relativi allegati clicca QUI.

DL RISTORI TER


Pubblicato in Gazzetta Ufficiale in data 23 Novembre 2020, il cosiddetto DL Ristori Ter integra quanto previsto dal DL Ristori e dal DL Ristori-bis, in merito al sostegno delle attività economiche colpite dalle restrizioni disposte per fronteggiare l’emergenza sanitaria. Tra gli aspetti di diretto rilievo per le PMI e, in particolare per il settore Horeca, segnaliamo il rifinanziamento per 1,45 miliardi di euro per l’anno 2020 delle misure di sostegno alle imprese colpite

Per leggere il testo completo del DL Ristori Ter e relativi allegati clicca QUI.


DL RISTORI BIS

Il Decreto Ristori bis è un ulteriore pacchetto di misure varato dal Governo assicurare un tempestivo sostegno economico in favore delle categorie più colpite dalle nuove misure di contenimento adottate per frenare l’aumento dei contagi. Il testo del decreto legge è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale in data 9 novembre 2020, con il nome “Ulteriori misure urgenti in materia di tutela della salute, sostegno ai lavoratori e alle imprese e giustizia, connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19”. Di seguito si individuano le misure più rilevanti per le PMI e comunque utili per i Professionisti della Ristorazione e dell’Ospitalità.

Art. 1 - Rideterminazione del Contributo a fondo perduto di cui all’articolo 1 del decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137 e nuovo contributo a favore degli operatori dei centri commerciali.
• Si modifica l’Allegato 1 del DL Ristori integrandolo con nuovi codici ATECO relativi alle le attività che possono godere del contributo a fondo a perduto.
• Il fondo di ristoro per i Comuni è incrementato da 101,6 a 112,7 milioni di euro.
• Per gli operatori di gelaterie, pasticcerie, anche ambulanti, bar e altri esercizi simili senza cucina e alberghi con domicilio fiscale o sede operativa nelle aree caratterizzate da uno scenario di elevata o massima gravità e da un livello di rischio alto (c.d. zone arancioni e rosse), il contributo a fondo perduto è aumentato di un ulteriore 50% rispetto alla quota indicata.
• Si prevede un contributo a fondo perduto agli operatori con sede operativa nei centri commerciali. Sono due le fattispecie di soggetto che possono usufruire di questo contributo:

- Coloro che svolgono come attività prevalente una di quelle riferite ai codici ATECO che rientrano nell’allegato 1 del decreto.
- Coloro che svolgono come attività prevalente una di quelle riferite ai codici ATECO che non rientrano nell’Allegato 1. Il contributo spetta alle condizioni stabilite dal DL Ristori (fatturato e corrispettivi aprile 2020 inferiore 2/3 di aprile 2019 e l’erogazione del contributo per quelle partite IVA costituite post 1° gennaio 2020) ed è determinato sulla base dell’articolo 25 del DL Rilancio, ovvero:

- fatturato e corrispettivi aprile 2020 inferiore 2/3 di aprile 2019;
- applicando una percentuale (entro il 30%) alla differenza tra l'ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 e l'ammontare del
- fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019
- ammontare è riconosciuto con un minimo di 1000 euro alle persone fisiche e 2000 euro alle persone giuridiche

Art. 2 - Contributo a fondo perduto da destinare agli operatori IVA dei settori economici interessati dalle nuove misure restrittive del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 3 novembre 2020.
È previsto un contributo a fondo perduto a favore dei soggetti che, alla data del 25 ottobre 2020, hanno la partita IVA attiva, dichiarano di svolgere come attività prevalente una di quelle riferite ai codici ATECO appartenenti all’Allegato 2 del DL Ristori Bis e hanno il domicilio fiscale o la sede operativa nelle aree del territorio nazionale, caratterizzate da uno scenario di massima gravità e da un livello di rischio alto (c.d. zona rossa).

Art. 4 - Credito d'imposta per i canoni di locazione degli immobili a uso non abitativo e affitto d'azienda per le imprese interessate dalle nuove misure restrittive del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 3 novembre 2020.
Alle imprese operanti nei settori di cui all’Allegato 2 e alle imprese con codici ATECO 79.11 e 79.12 (Agenzie di viaggio e Tour operator), che hanno domicilio fiscale in una delle aree del territorio nazionale caratterizzate da uno scenario di massima gravità (c.d. zone rosse), viene esteso il credito d’imposta per i canoni di locazione degli immobili a uso non abitativo e affitto d’azienda previsto dal DL Ristori per i mesi di ottobre, novembre e dicembre.

Art. 5 - Cancellazione della seconda rata IMU.
Esonera dal pagamento della seconda rata IMU gli immobili e pertinenze in cui si esercitano attività riferite ai codici ATECO di cui all’Allegato 2 del DL Ristori Bis a condizione che i relativi proprietari siano anche i gestori delle attività esercitate e che questi siano ubicati nei Comuni delle aree caratterizzato da uno scenario di massima gravità (c.d. zone rosse). Con questo articolo viene inoltre incrementato di 31,4 milioni di euro il Fondo per il ristoro dei Comuni dalle minori entrate, per l’anno 2020.

Art. 7 - Sospensione dei versamenti tributari
Per i soggetti che esercitano le attività economiche sospese ai sensi del DPCM 3 novembre 2020, nonché per i soggetti che operano nei settori economici individuati nell’Allegato 2 del DL Ristori Bis, ovvero esercitano l’attività alberghiera, l’attività di agenzia di viaggio o quella di tour operator, e che hanno domicilio fiscale, sede legale o sede operativa nelle aree del territorio nazionale caratterizzate da uno scenario di massima gravità e da un livello di rischio, sono sospesi i termini tributari che scadono nel mese di novembre 2020 relativi:

• ai versamenti relativi alle ritenute alla fonte, di cui agli articoli 23 e 24 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e alle trattenute relative all’addizionale regionale e comunale, che i predetti soggetti operano in qualità di sostituti d'imposta. Conseguentemente sono regolati i rapporti finanziari per garantire la neutralità finanziaria per lo Stato, le regioni e i comuni;
• ai versamenti relativi all'IVA
I versamenti sospesi potranno essere effettuati, senza applicazione di sanzioni e interessi, in un'unica soluzione entro il 16 marzo 2021 o mediante rateizzazione fino a un massimo di quattro rate mensili di pari importo, con il versamento della prima rata entro il 16 marzo 2021.

Art. 11 - Sospensione dei versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali per i datori di lavoro privati con sede operativa nei territori interessati dalle nuove misure restrittive
Si prevede che la sospensione dal versamento dei contributi previdenziali per la mensilità di Novembre 2020 disposta con il DL Ristori sia applicabile anche alle attività private rientranti tra quelle individuate dai codici ATECO presenti all’Allegato 1. Dalla sospensione vengono esclusi unicamente i premi per l’assicurazione obbligatoria INAIL. L’esenzione viene inoltre estesa a tutti i datori di lavoro privati rientranti nelle attività di cui all’Allegato 2 (che fruiscono dei contributi a fondo perduto) che abbiano unità produttive o operative nelle zone con rischio massimo (Rosse) o alto (Arancioni). Il pagamento dei contributi sospesi dovrà essere effettuato in un’unica soluzione entro il 16 marzo 2021 o alternativamente in quattro rate mensili uguali a partire dalla stessa data.

Art. 12 - Modifiche all’articolo 12 del decreto-legge n. 137, del 2020
Si modificano le disposizioni del primo DL Ristori in materia di cassa integrazione:

• Vengono ulteriormente rinviati, fino al 15 novembre, i termini per richiedere accesso ai trattamenti di cassa integrazione;
• Dispone che i trattamenti di integrazione salariale previsti dal primo DL Ristori siano fruibili anche da parte dei lavoratori in forza alla data di entrata in vigore del medesimo Decreto.

Per leggere il testo completo del DL Ristori Bis e relativi allegati clicca QUI.


DL RISTORI

Il cosiddetto Decreto Ristori, ovvero il DL 28 ottobre 2020, n. 137, recante “Ulteriori misure urgenti in materia di tutela della salute, sostegno ai lavoratori e alle imprese, giustizia e sicurezza, connesse all’emergenza epidemiologica da Covid-19” è stato approvato dal Governo il 27 ottobre ed è in vigore a partire da giovedì 29 ottobre.
Il provvedimento prevede indennizzi per i commercianti costretti a chiudere o limitare l’attività a causa del DPCM 24 ottobre, in funzione delle restrizioni previste per ogni tipologia di attività. Il testo interviene con uno stanziamento di 5,4 miliardi di euro in termini di indebitamento netto e 6,2 miliardi in termini di saldo da finanziare, destinati al ristoro delle attività economiche interessate, direttamente o indirettamente, dalle restrizioni disposte a tutela della salute, nonché al sostegno dei lavoratori in esse impiegati. Di seguito riportiamo un’analisi della misura, individuando gli articoli contenenti risoluzioni utili e attuabili per i Professionisti della Ristorazione e dell’Ospitalità.


Art. 1 - Contributo a fondo perduto
È riconosciuto un contributo a fondo perduto a favore dei soggetti che, alla data del 25 ottobre 2020, hanno la partita IVA attiva e dichiarano di svolgere come attività prevalente una di quelle riferite ai seguenti codici ATECO:
o 551000 - Alberghi (150,00% )
o 552010 - Villaggi turistici (150,00%)
o 552020 - Ostelli della gioventù 150,00%
o 552030 - Rifugi di montagna (150,00%)
o 552040 - Colonie marine e montane (150,00%)
o 552051 - Affittacamere per brevi soggiorni, case ed appartamenti per vacanze, bed and breakfast, residence (150,00%)
o 552052 - Attività di alloggio connesse alle aziende agricole (150,00%)
o 553000 - Aree di campeggio e aree attrezzate per camper e roulotte (150,00%)
o 559020 - Alloggi per studenti e lavoratori con servizi accessori di tipo alberghiero (150,00%)
o 561011 - Ristorazione con somministrazione (200,00%)
o 561012 - Attività di ristorazione connesse alle aziende agricole (200,00%)
o 561030 - Gelaterie e pasticcerie (150,00%)
o 561041 - Gelaterie e pasticcerie ambulanti (150,00%)
o 561042 - Ristorazione ambulante (200,00%)
o 561050 - Ristorazione su treni e navi (200,00%)
o 562100 - Catering per eventi, banqueting (200,00%)
o 563000 - Bar e altri esercizi simili senza cucina (150,00%)
o 960905 - Organizzazione di feste e cerimonie (200,00%)

Tale contributo non spetta ai soggetti che hanno attivato la partita IVA a partire dal 25 ottobre 2020. Viene inoltre erogato a condizione che l'ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 sia inferiore ai due terzi dell'ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019.
Per i soggetti che hanno già beneficiato del contributo a fondo perduto previsto dal DL Rilancio, che non abbiano restituito il predetto ristoro, il contributo è corrisposto dall'Agenzia delle entrate mediante accreditamento diretto sul conto corrente bancario o postale sul quale è stato erogato il precedente contributo. Al contrario, per i soggetti che non hanno presentato tale istanza in precedenza, il contributo è riconosciuto previa presentazione di istanza esclusivamente mediante apposita procedura web e relativo modello.
Si noti che:

• l’importo del contributo non può essere superiore a euro 150.000;
• l’ammontare del contributo è determinato applicando le percentuali riportate nella lista dei codici ATECO agli importi minimi di 1.000 euro per le persone fisiche e a 2.000 euro per i soggetti diversi dalle persone fisiche;
• con provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle entrate sono definiti i termini e le modalità per la trasmissione delle istanze e ogni ulteriore disposizione per l'attuazione della presente disposizione.
• le disposizioni si applicano nel rispetto dei limiti previsti del c.d. Temporary Framework europeo in materia di aiuto di Stato a sostegno dell'economia nell'attuale emergenza del COVID-19.

Art. 8 - Credito d'imposta per i canoni di locazione degli immobili a uso non abitativo e affitto d'azienda
Per le imprese operanti nei settori riportati nella tabella dei codici ATECO del decreto, indipendentemente dal volume di ricavi e compensi registrato nel periodo d'imposta precedente, il credito d'imposta per i canoni di locazione degli immobili a uso non abitativo e affitto d'azienda spetta con riferimento a ciascuno dei mesi di ottobre, novembre e dicembre.

Art. 9 - Cancellazione della seconda rata IMU
Si cancella la seconda rata dell'imposta municipale propria (IMU), concernente gli immobili e le relative pertinenze in cui si esercitano le attività indicate nella tabella dei codici ATECO del decreto, a condizione che i relativi proprietari siano anche gestori delle attività ivi esercitate.

Art. 12 - Nuovi trattamenti di Cassa integrazione ordinaria, Assegno ordinario e Cassa integrazione in deroga. Disposizioni in materia di licenziamento. Esonero dal versamento dei contributi previdenziali per aziende che non richiedono trattamenti di cassa integrazione

• I datori di lavoro che sospendono o riducono l'attività lavorativa per eventi riconducibili al COVID-19 possono presentare domanda di concessione dei trattamenti di Cassa integrazione ordinaria, Assegno ordinario e Cassa integrazione in deroga per una durata massima di sei settimane.
• Le sei settimane devono essere collocate nel periodo ricompreso tra il 16 novembre 2020 e il 31 gennaio 2021. Con riferimento a tale periodo, le sei settimane costituiscono la durata massima che può' essere richiesta con causale COVID-19.
• I periodi di integrazione precedentemente richiesti e autorizzati, collocati, anche parzialmente, in periodi successivi al 15 novembre 2020 sono imputati, ove autorizzati, alle sei settimane.
• Le sei settimane di trattamenti sono riconosciute ai datori di lavoro ai quali sia stato già interamente autorizzato l'ulteriore periodo di nove settimane, decorso il periodo autorizzato, nonché ai datori di lavoro appartenenti ai settori interessati dal DPCM del 24 ottobre 2020.
• I datori di lavoro che presentano domanda per periodi di integrazione relativi alle sei settimane versano un contributo addizionale determinato sulla base del raffronto tra il fatturato aziendale del primo semestre 2020 e quello del corrispondente semestre del 2019, pari:
o al 9% della retribuzione globale che sarebbe spettata al lavoratore per le ore di lavoro non prestate durante la sospensione o riduzione dell'attività' lavorativa, per i datori di lavoro che hanno avuto una riduzione del fatturato inferiore al 20%;
o al 18% della retribuzione globale che sarebbe spettata al lavoratore per le ore di lavoro non prestate durante la sospensione o riduzione dell'attività' lavorativa, per i datori di lavoro che non hanno avuto alcuna riduzione del fatturato.
• Il contributo addizionale non è dovuto dai datori di lavoro che hanno subito una riduzione del fatturato pari o superiore al 20%, dai datori di lavoro che hanno avviato l'attività di impresa successivamente al 1° gennaio 2019, e dai datori di lavoro appartenenti ai settori interessati dal DPCM del 24 ottobre 2020.
• Il datore di lavoro deve presentare all'Inps domanda di concessione, nella quale autocertifica la sussistenza dell'eventuale riduzione del fatturato. L'Inps autorizza i trattamenti e, sulla base della autocertificazione allegata alla domanda, individua l'aliquota del contributo addizionale che il datore di lavoro è tenuto a versare a partire dal periodo di paga successivo al provvedimento di concessione dell'integrazione salariale. In mancanza di autocertificazione, si applica l'aliquota del 18%. Sono comunque disposte le necessarie verifiche relative alla sussistenza dei requisiti richiesti e autocertificati per l'accesso ai trattamenti di integrazione salariale, ai fini delle quali l'Inps e l'Agenzia delle Entrate sono autorizzati a scambiarsi i dati.
• Le domande di accesso ai trattamenti devono essere inoltrate all'Inps, a pena di decadenza, entro la fine del mese successivo a quello in cui ha avuto inizio il periodo di sospensione o di riduzione dell'attività lavorativa. In fase di prima applicazione, il termine di decadenza è fissato entro la fine del mese successivo a quello di entrata in vigore del presente decreto.
• In caso di pagamento diretto delle prestazioni da parte dell'Inps, il datore di lavoro è tenuto ad inviare all'Istituto tutti i dati necessari per il pagamento o per il saldo dell'integrazione salariale entro la fine del mese successivo a quello in cui è collocato il periodo di integrazione salariale, ovvero, se posteriore, entro il termine di 30 giorni dall'adozione del provvedimento di concessione. In sede di prima applicazione, i termini di cui al presente comma sono spostati al trentesimo giorno successivo all'entrata in vigore del presente decreto, se tale ultima data è posteriore a quella di cui al primo periodo. Trascorsi inutilmente tali termini, il pagamento della prestazione e gli oneri ad essa connessi rimangono a carico del datore di lavoro inadempiente.
• La scadenza dei termini di invio delle domande di accesso ai trattamenti collegati all'emergenza COVID-19 e di trasmissione dei dati necessari per il pagamento o per il saldo degli stessi che si collocano tra il 1° e il 10 settembre 2020, è fissata al 31 ottobre 2020.
• Fino al 31 gennaio 2021 resta precluso il licenziamento e restano sospese le procedure pendenti avviate successivamente alla data del 23 febbraio 2020, fatte salve le ipotesi in cui il personale interessato dal recesso, già impiegato nell'appalto, sia riassunto a seguito di subentro di nuovo appaltatore in forza di legge, di contratto collettivo nazionale di lavoro, o di clausola del contratto di appalto.
• Fino al 31 gennaio 2021 resta preclusa al datore di lavoro, indipendentemente dal numero dei dipendenti, la facoltà' di recedere dal contratto per giustificato motivo oggettivo e restano sospese le procedure in corso.
• Le suddette preclusioni e le sospensioni non si applicano nelle ipotesi di licenziamenti motivati dalla cessazione definitiva dell'attività dell'impresa, conseguenti alla messa in liquidazione della società' senza continuazione, anche parziale, dell'attività', nei casi in cui nel corso della liquidazione non si configuri la cessione di un complesso di beni od attività' che possano configurare un trasferimento d'azienda o di un ramo di essa, o nelle ipotesi di accordo collettivo aziendale, stipulato dalle organizzazioni sindacali comparativamente più' rappresentative a livello nazionale, di incentivo alla risoluzione del rapporto di lavoro, limitatamente ai lavoratori che aderiscono al predetto accordo, a detti lavoratori è comunque riconosciuto il trattamento di Naspi. Sono esclusi dal divieto i licenziamenti intimati in caso di fallimento, quando non sia previsto l'esercizio provvisorio dell'impresa, ovvero ne sia disposta la cessazione. Nel caso in cui l'esercizio provvisorio sia disposto per uno specifico ramo dell'azienda, sono esclusi dal divieto i licenziamenti riguardanti i settori non compresi nello stesso.
• In via eccezionale, ai datori di lavoro privati, con esclusione del settore agricolo, che non richiedono i trattamenti di cassa integrazione, ferma restando l'aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche, è riconosciuto l'esonero dal versamento dei contributi previdenziali a loro carico per un ulteriore periodo massimo di 4 settimane, fruibili entro il 31 gennaio 2021, nei limiti delle ore di integrazione salariale già' fruite nel mese di giugno 2020, con esclusione dei premi e contributi dovuti all'INAIL, riparametrato e applicato su base mensile.
• I datori di lavoro privati che abbiano richiesto l'esonero dal versamento dei contributi previdenziali possono rinunciare per la frazione di esonero richiesto e non goduto e contestualmente presentare domanda per accedere ai trattamenti di integrazione salariale di cui al presente articolo.

Art. 13 - Sospensione dei versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l'assicurazione per i dipendenti delle aziende dei settori economici interessati dalle nuove misure restrittive

• Per i datori di lavoro privati, che hanno la sede operativa nel territorio dello Stato, sono sospesi i termini relativi ai versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l'assicurazione obbligatoria dovuti per la competenza del mese di novembre 2020.
• La sospensione dei termini si applica ai datori di lavoro appartenenti ai settori interessati dal DPCM del 24 ottobre 2020, che svolgono come attività prevalente una di quelle riferite ai codici ATECO i cui dati identificativi verranno comunicati, a cura dall'Agenzia delle Entrate, a INPS e INAIL, al fine di consentire il riconoscimento ai beneficiari delle misure concernenti la sospensione.
• I pagamenti dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l'assicurazione obbligatoria, sospesi, sono effettuati, senza applicazione di sanzioni e interessi, in un'unica soluzione entro il 16 marzo 2021 o mediante rateizzazione fino a un massimo di quattro rate mensili di pari importo, con il versamento della prima rata entro il 16 marzo 2021. Il mancato pagamento di due rate, anche non consecutive, determina la decadenza dal beneficio della rateazione.

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