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I monaci di Hoegaarden, località belga situata nelle Fiandre, scoprirono la ricetta della birra al frumento nel 1445. Le prime birre bianche erano molto aspre, così i monaci iniziarono a sperimentare con la buccia d’arancio e il coriandolo, realizzando ricetta della birra Hoegaarden. Il birrificio omonimo divenne famoso nel XVIII secolo e, quando l’ultimo chiuse a causa della Seconda Guerra Mondiale, fu il lattaio Pierre Celis a produrre la birra nel suo capanno per conservare l’antica ricetta e a fondare successivamente il birrificio De Kluis - il Chiostro - in onore dei monaci.

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  • Grande aroma e il gusto perfetto

    Ci sono molte storie interessanti su questa antica birra, dalla forma del suo bicchiere, simile ad un barattolo di marmellata, spesso utilizzato nel villaggio per bere, alle sue proprietà mediche: si racconta, infatti, che la birra al frumento fosse prescritta a chi soffriva di cali di vitamine. Fermentata due volte e non filtrata, la birra Hoegaarden è leggera nonostante l’aspetto torbido e rivela un aroma speziato e un sapore di limone.

  • Storia o leggenda?

    Cinquecento anni fa i birrai trovarono un orfano, che fu da loro cresciuto secondo l’ordine dell’imperatore Carlo. Gli fu dato nome Claes per rievocare il birrificio “De Kluis”. Allevato nel mondo della birra, ne scoprì tutti i segreti e, all’inizio di ogni stagione, beveva otto birre di frumento diverse per otto giorni di fila. Da ragazzino senza famiglia divenne il più grande esperto di birra di frumento mai esistito: arrivato a 100 anni, chiese perfino di essere chiuso, una volta morto, in un barile di birra piuttosto che nella bara, che forse l’avrebbe contenuto a malapena. Ancora oggi la sua statua sorride nel cortile del birrificio.



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