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Morlacco, Morlach, Burlach, Burlacco: tanti nomi per un unico fantastico formaggio tradizionale, che può essere gustato fresco o stagionato.


I nostri formaggi veneti


  • Origini esotiche

    “Ma eccoci giunti a Borso, che senz’essere la capitale della Morlacchia, pur va famosa per il formaggio morlacco che vi si confeziona; formaggio di un sapore specialissimo e caro ai bevitori", parola dello scrittore ottocentesco Giuseppe Valerio Bianchetti.

    Passare per Borso e non assaggiare il Morlacco a sua detta era un peccato mortale. Ma il nostro formaggio è arrivato nella zona del Grappa grazie ai pastori, i Morlacchi appunto, che provenivano dalla regione balcanica tra l'Istria e la Dalmazia.

  • Fresco o stagionato?

    Il Morlacco, oggi così prezioso ai nostri occhi, una volta si ricavava dagli scarti della lavorazione del burro. Nel corso degli anni il formaggio è stato ampiamente rivalutato nella sua tipicità, guadagnando persino il rinomato Presidio Slow Food.

    Le sue potenzialità, infatti, sono state apprezzate lentamente. Prima veniva consumato solo fresco, e amato per la sua pasta molle e chiara; oggi invece, il Morlacco si gusta anche stagionato, con la sua pasta compatta. Con l'invecchiamento il suo sapore erbaceo si enfatizza.

  • Perla rara

    Un tempo si produceva con latte di capra crudo e sale e infatti era chiamato "formaggio dei poareti", oggi invece viene prodotto con latte intero vaccino ed è un protagonista della tavola, magari affiancato dalla Malvasia. Anche altri abbinamenti culinari si rivelano davvero interessanti.

    Come dimenticare, a tal proposito, l'accoppiata con la polenta abbrustolita e le fette di soppressa? Peccato che, attualmente, gli alpeggi che producono questa prelibatezza siano giusto una ventina. Proprio questo dettaglio lo rende un tesoro davvero raro.



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