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“Che dolce e soave provvista!” scriveva della Giuncata il canonico secentesco Giovanni Battista Barpo, esaltando in poche parole le qualità di questo formaggio.


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  • Bontà storica

    Ma già nel lontano III secolo a.C. il poeta Teocrito faceva cantare al suo Ciclope innamorato: “O bianca Galatea, perché respingi chi ti ama, bianca più della Giuncata, morbida più di un agnello, più altera di un vitello, più splendida dell’uva ancora acerba?”

    Nell'antichità, quindi, questo morbido formaggio era famosissimo se il poeta può farne uso per descrivere le qualità della ninfa. Anche oggi, la Giuncata è molto apprezzata perché meno grassa di altri formaggi spalmabili: in 100 grammi contiene infatti solo 200 calorie.

  • Fama senza confini

    La Giuncata è una specialità casearia molto particolare, infatti appartiene alla tradizione di svariate regioni italiane, come Abruzzo, Liguria, Puglia, Toscana (dove viene chiamata Raveggiolo), e Calabria (dove è conosciuta invece come Felciata).

    Anche l'origine del nome stesso, "Giuncata", è alquanto interessante: il formaggio viene così denominato perché un tempo la cagliata veniva messa in cesti di giunco che venivano stretti per far uscire il siero del latte, al fine di rendere la pasta più compatta.

  • Gusto illimitato

    La Giuncata è un formaggio versatile: può essere consumata in maniera tradizionale, spalmandola sui crostini, al naturale, con l'insalata o con le verdure cotte. Inoltre, è un alleata formidabile nell'impasto degli gnocchetti, oppure fritta con farina, uova e pangrattato.

    Si dice che nel Medioevo venisse consumata calda, con zucchero, cannella e pane per fare colazione. Anche ai giorni nostri, comunque, non disdegna l'accoppiamento col dolce, ma anzi viene servita come dessert, affiancata da miele e marmellata, o viene usata per farcire le crostate.



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