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Nel Medioevo, in terra piacentina, era un notaio che certificava le carni adatte alla macellazione; oggi il disciplinare della Coppa Piacentina DOP stabilisce che questo salume debba essere prodotto da suini nati, allevati e macellati esclusivamente in Lombardia ed Emilia Romagna, ma la lavorazione deve avvenire in provincia di Piacenza. Per quanto riguarda l’alimentazione dei maiali vengono rispettate le stesse regole prescritte per le DOP del Prosciutto di Parma e del San Daniele.


  • Fasi di lavorazione

    La parte del maiale interessata per la produzione della Coppa Piacentina è situata nei muscoli cervicali, e raggiunge un peso superiore ai 2,5 kg. Nella fase di salatura, con sale, zucchero pepe, chiodi di garofano, alloro e cannella, vengono usati nitrati di sodio e o potassio, ma è vietato l’utilizzo della salamoia. Dopo una fase di sosta in frigorifero per una settimana, vengono insaccate e legate, per poter passare all’asciugatura nell’essicatoio. La stagionatura avviene in una fase successiva, in ambienti appositamente predisposti e controllati per un periodo di almeno sei mesi.

    La Coppa Piacentina potrà essere confezionata sotto vuoto, intera, affettata o in tranci, conservando in ogni caso il proprio gusto dolce e delicato.

  • Coppa di Parma IGP

    Con la “coppa” del maiale, poco lontano dalla provincia di Piacenza, viene lavorato un altro tradizionale prodotto tipico dell’Emilia, la Coppa di Parma IGP. Scopri il nostro assortimento di questa eccellenza della salumeria italiana, con una stagionatura minima di 90 giorni ma che può arrivare anche a 120 giorni per la Coppa di Parma IGP del Cav. Umberto Boschi.

  • Abbinamenti

    Scegli un vino giovane e leggero per accompagnare la Coppa Piacentina: vanno bene vini frizzanti come la Bonarda, una Malvasia secca, il Lambrusco e il Gutturnio, o anche un bianco come l’Otrugo.



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