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Con molta probabilità la produzione del Lardo di Colonnata risale circa all’anno Mille, periodo in cui la popolazione iniziò a dedicarsi all’allevamento per sopravvivere. Durante i secoli successivi, infatti, il salume non deliziò esclusivamente le papille di personaggi famosi come Michelangelo, ma quelle di tutti i cavatori della zona di Carrara, che trovavano nel lardo un alimento nutriente, sempre fresco e gustoso.


  • L’ingrediente segreto

    Le cave, tra l’altro, sono proprio le protagoniste della lavorazione secolare e tradizionale del Lardo di Colonnata, che oggi vanta il riconoscimento IGP: le spesse fette di lardo, ricavate dallo strato di grasso sotto la cute del maiale, vengono adagiate in un blocco di marmo scavato a conca subito dopo la macellazione e senza passare per il frigorifero.

    Dopo l’accurata aggiunta di aglio e aromi, vengono cosparse anche di pepe, rosmarino e salvia, per poi riposare almeno sei mesi e stagionare. Tutti gli ingredienti utilizzati sono fondamentali per la conservazione del lardo, ma è il microclima offerto dalle fresche cantine in marmo a fare la differenza, grazie alla ricca presenza di carbonato di calcio.

  • Salumificio Bottega di Adò

    Tali procedimenti vengono ancora rigorosamente rispettati in Toscana, specialmente dai produttori locali, come il Salumificio Bottega di Adò. Ad oggi, infatti, il lardo vanta un posto da prima donna nella regione Toscana, tanto da avere una festa tutta in suo onore, dal 31 luglio al 3 agosto. Come stupirsi di tanto successo di fronte a questo salume crudo, morbido e rosato, che riesce a pizzicare il palato con il suo fantastico gusto aromatico?

  • Crostata di Ricotta al Lardo

    Se credi che il lardo fosse buono solo come antipasto accompagnato dai vini bianchi, ti sbagli, e questa è la ricetta che ti farà cambiare idea.

    Togliere sale e cotenna a 150 g di lardo, frullarlo e pestarlo fino a renderlo pastoso. Unire 2 cucchiai e mezzo di zucchero a velo, buccia di limone grattugiata, 1 cucchiaio di farina e 4 cucchiai di fecola . Lavorare la pastafrolla e lasciarla risposare al fresco per mezz’ora. Nel frattempo fare una crema pasticcera con 2 cucchiai di zucchero, 1 cucchiaio di farina, 2 tuorli d’uovo, un bicchiere di latte e un pizzico di sale da incorporare ad un composto realizzato con 300 g di ricotta, 3 tuorli, 3 cucchiai di zucchero e un pizzico di cannella. Infine, completare con 3 cucchiai di cedro e arancia canditi, più 3 chiare d’uovo montate a neve. Adagiare su una teglia di 20cm la pasta spianata, versare il crema e coprirla con il tipico reticolo della crostata. Dorare le fettucce di pasta con l’uovo sbattuto e infornare per mezz’ora circa. Una volta cotta, spolverare la crostata con zucchero vanigliato.



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