Diventa cliente METRO

Richiedi la tessera

Prodotta solo nella provincia di Prato, questa varietà di Mortadella sembrerebbe risalire al Cinquecento.


  • Una storia lunga 15 secoli

    All’inizio questo insaccato veniva prodotto con gli scarti dei salumi più pregiati, come la Finocchiona, e arricchito con spezie e Alchermes per renderlo simile alla prestigiosa Mortadella di Bologna. Dagli anni Novanta del secolo scorso viene realizzato esclusivamente con le carni migliori, sempre italiane e magre: sono prediletti tagli magri di spalla e rifilature di prosciutto e capocollo, a cui sono aggiunti guanciale e pancetta.

  • Un patrimonio da proteggere

    Il riconoscimento più importante, però, è stato conseguito nel 2000, quando la Mortadella di Prato è divenuta Presidio Slow Food. Da quel momento viene tutelata con una disciplinare che deve essere seguita da tutti i produttori toscani: l’impasto deve essere insaccato in budello naturale e risposto in locali specifici dove subisce una stufatura di tre giorni e una cottura di 14 ore. Prosegue questa tradizione lo storico salumificio Mannori a Vergaio, patria di Roberto Benigni, dove la mortadella è davvero la reginetta indiscussa.

  • Una mousse per pasta brisèe

    Vuoi proporre alla tua clientela un aperitivo insolito ma raffinato? Ecco la ricetta che fa al caso tuo.

    Scolare 150 g di ricotta di pecora, tritare nel mixer 300g di mortadella di Prato, poi unire le due insieme a 6 cucchiai di panna fresca. Aggiungere sale e pepe. Creare un impasto di 300 g di farina, 100 g di burro, un tuorlo e mezzo bicchiere di acqua. Avvolgere la palla di pasta nella pellicola e farla riposare in frigo per un’ora. Farcire la pasta brisèe ottenuta con la mousse di mortadella ricoperta di pistacchi di Bronte.



Forse hai bisogno anche di...


Servizi e assistenza