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Esperienza sì, ma anche da casa: il fenomeno del Food Delivery

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Di questi tempi è opportuno osservare le precauzioni e le norme in materia di distanziamento sociale, spesso ritrovandosi a preferire il consumo di pasti domestici. Ma non per questo si deve rinunciare alla qualità e alla comodità di pranzi e cene (quasi) come al ristorante.
Come possono rispondere le imprese ristorative a questo bisogno espresso dalla clientela?
La risposta risulta evidente, specialmente per il momento storico che ci troviamo a vivere: integrare la propria offerta con un servizio di food delivery. Il servizio di consegna a domicilio si sta affermando sempre più come elemento da inserire nella propria strategia e prevedere nei business plan delle attivitá ristorative nascenti per costruire e mantenere nel tempo un vantaggio competitivo. Le previsioni stimano una fortissima crescita di questo servizio ristorativo che comprende il food delivery, il servizio d’asporto e il takeaway. Prima della travagliata primavera di quest’anno, si stimava un valore potenziale del mercato della consegna a domicilio pari a circa 300 miliardi di dollari a livello globale.
Il settore è in continua espansione. Le stime del 2020 prevedono il raggiungimento di un fatturato in Italia totale pari a 700 milioni di euro. L’emergenza Covid-19 ha solo accelerato lo sviluppo di un trend, che abbraccerà fisiologicamente un target e un segmento di sviluppo sempre più ampio.. La previsione per i prossimi tre anni infatti è quella di una crescita del 35-40% circa con il raggiungimento di quasi 1 miliardo di fatturato.
Il fenomeno del food delivery, così come quello del takeaway, ovvero del servizio d’asporto, ha trovato quindi terreno fertile e tanti nuovi arruolati (e altrettanti nuovi clienti che per le prime volte hanno usufruito di questi servizi) durante il periodo di lockdown.

L’opportunità di business quindi esiste e ha senso investire in questo settore, ma è importante capire come.

Cosa devi analizzare per adattare il tuo locale al servizio di food delivery?
Come in tutte le analisi costi-benefici è fondamentale analizzare il contesto nel quale si opera. Dove ti trovi? In quale città? In che quartiere? Sei all’interno di un centro commerciale o attorno a te puoi usufruire di un’ottima logistica in termini di collegamenti? Rispondere a queste domande è il primo passo importante per capire se ha senso strutturare il servizio di food delivery per la tua attivitá ristorativa. Dopodiché devi fare leva sulla tua identità e su cosa rappresenta il tuo locale. Che offerta culinaria hai deciso di proporre? Il tuo menu si può adattare al delivery oppure è necessaria una revisione dei tuoi piatti per facilitare il trasporto delle pietanze e far sì che non perdano gusto? Inoltre devi certamente analizzare la concorrenza, chi sono i tuoi competitor e che cosa propongono.

Ma quali sono i 7 elementi imprescindibili da analizzare e di cui tenere conto per strutturare e garantire una buona riuscita del servizio?

1. Valuta la tua struttura organizzativa: tieni conto del layout operativo delle dimensioni della cucina e delle attrezzature a disposizione e quindi, non meno importante, il numero degli operatori che dovranno lavorare al suo interno, tenendo in considerazione le normative e le conseguenti misure restrittive in termini di distanza di sicurezza tra ogni singolo membro della brigata. Tieni conto delle attrezzature a disposizione e del tempo in cui la cucina stessa sarà operativa: la preparazione di una linea separata per delivery potrebbe sicuramente comportare la dilatazione dell’orario di operatività, anche a locale chiuso

2. Analizza la tua offerta: parti sempre dalla proposta del tuo menù: è adatto o no all’asporto? Devi cambiare tutta la linea di cucina oppure strutturarti solo per la parte delivery? La tua risposta dipenderà da una serie di fattori ma primo su tutti l’obiettivo deve essere quello di ottimizzare i costi della struttura e di organizzarla in ottica di massimizzazione dei ricavi. Devi tenere un assortimento di materie prime a zero scarto e avere un magazzino corto, questo ti consentirà di avere sempre costi certi e spazi di stoccaggio. Ripensa quindi ad alcuni piatti perché siano indicati sia per il consumo in loco, sia per il servizio delivery. Valuta anche l’ossidazione, la temperatura, il calo del peso dei piatti, che inevitabilmente cambiano con l’asporto, rispetto al cotto e mangiato all’interno del locale. L’asporto prevede una valutazione organolettica dei prodotti: il rischio che un prodotto, una ricetta arrivi a casa del cliente non perfettamente commestibile creerebbe per il locale un danno di immagine incalcolabile.

3. Digitalizzare il Menù: metti online il tuo menù, in modo che sia accessibile da qualsiasi dispositivo tecnologico e in particolare da mobile. Rendi il menù digitale e consultabile sul tuo sito web o piattaforme che permettono di trasformare il vecchio modello cartaceo in uno strumento di vendita digitale, questo consentirà non solo di evitare di sanificare ogni volta i menù ma di rendere più facilmente condivisibile il menù sui canali social e aumentare la visibilità della propria attività. Inoltre, integrazioni con altri sistemi forniti da piattaforme ad hoc e funzionalità permettono di avere il menù in tante lingue differenti e di poterlo collegare con il proprio sistema gestionale, per poter gestire facilmente ordinazione e pagamento della comanda. Scopri DISH

4. Pensa al packaging giusto. Partiamo da un sunto fondamentale: il packaging fa marketing. Il packaging infatti è il primo elemento visivo con il quale il tuo cliente si approccia. Investire sul packaging significa trasmettere i valori del brand e rappresentare al meglio il messaggio che si cela dietro al prodotto. Ecco perché è corretto parlare di brand identity. Non sai cos’è? La brand identity non è altro che il trait d’union tra i principi che un’attività vuole comunicare e l’offerta che viene proposta alla clientela. Un food delivery di alto livello, che sappia soddisfare le richieste del cliente fidelizzandolo, non può fare a meno di un packaging coerente e originale. Solo in questo modo riuscirai a coinvolgere i consumatori, proponendo loro un’esperienza unica e irripetibile. Cosa definisce originale o coerente un packaging? Sicuramente la forma. Un design particolare può attrarre quell’attenzione selettiva del cliente che quindi tende ad associare quella forma al prodotto Questa caratteristica può certamente aiutarti per rendere più emozionale il tuo servizio di food delivery. La forma però non deve andare a discapito della funzionalità, il secondo elemento imprescindibile. Ricorda infatti che il cliente ha come prima necessità la fruizione del tuo prodotto. Per cui la tua confezione dovrà garantire il mantenimento della temperatura del prodotto, nel caso di una pietanza calda, fredda o cruda. Oltre a ciò dovrai fare attenzione all’ossidazione e al calo del peso che il prodotto potrà subire con il trasporto fuori casa. E infine è fondamentale che tutti i contenitori alimentari in cui deciderai di trasportare le tue pietanze per la consegna a domicilio o l’asporto garantiscano che le materie prime non perdano di croccantezza e intensità del gusto. Ricorda quindi che devi sempre mettere al centro della tua idea di food delivery la qualità del prodotto offerto al cliente. Dopodiché è corretto citare il colore, il quale può veicolare il messaggio del brand rendendo la tua offerta altamente riconoscibile e originale rispetto ai competitor. Per ultimo, ma non per importanza, poni molta attenzione alla progettazione e quindi alla scelta dei materiali con i quali progetti il packaging. Negli ultimi anni si sta investendo sempre più in materiale ecosostenibili e riciclabili. Scopri il Catalogo Take Away e Food Delivery

5. Consegna: puoi organizzarti con la consegna in autonomia o scegliere di affidarti a piattaforme di intermediazione e servizi di consegna esterni. Cosa conviene fare? Se è vero che i primi anni di consolidamento del trend del food delivery hanno costituito il periodo d’oro per piattaforme come JustEat, Uber Eats, Deliveroo, Glovo – solo per citare le più conosciute –, ad oggi i numeri mostrano come tanti imprenditori del “fuori casa” decidano di non esternalizzare il servizio ad aziende terze. La vera domanda è questa: si tratta di una realtà circoscritta al periodo di emergenza o si stabilizzerà nel tempo? Per aiutarti nella scelta dovrai partire dal considerare i costi legati a queste piattaforme. In cambio di promozione, materiale informativo, dati di ricerca sui consumi e, a scelta, dell’attività di consegna, affiliarsi a una piattaforma specializzata nel servizio di food delivery richiede un investimento iniziale, in termini di costo di attivazione, e un costo nel tempo, legato alla percentuale di commissione per ogni consegna. Dall’altra parte, internalizzare il servizio significa avere un costo di trasporto dell’ordine di cui dovrai tenere conto.

6. Valore aggiunto al business: controlla che il servizio di food delivery sia un reale elemento di valore per il tuo business: monitora continuamente, specialmente nel primo periodo di integrazione del servizio all’offerta, i numeri ad esso legati. Fai un business plan per valutare i numeri, dei costi e dei ricavi. Prima di tutto occorre definire un prezzo. Che fare? Proporre lo stesso prezzo della carta? Scontarlo? Maggiorarlo? Lo scenario di valutazione è ampio. Il suggerimento operativo derivante da anni di esperienza sul campo è quello del “sandwich commerciale”. In pratica, il prezzo rimane lo stesso perché tecnicamente al posto del coperto e del servizio avrai il packaging e la consegna. Ma a differenza del coperto e del servizio che servono a far sì che l’esperienza sia valorizzata, tanto da costituirne parte integrante, nel delivery il costo del packaging e della consegna sono accessori. Diciamo che svolgono un servizio tecnico e per questo devono essere affogati nel costo dei piatti. Da qui la formula del sandwich: questi costi accessori possono essere assorbiti dalle iniziative di comunicazione e marketing che abbiamo citato sopra. Quando si pensa ai numeri e in particolare ai costi, non si può poi non fare una valutazione in merito all’utilizzo o meno della distribuzione organizzata.

7. Qualità del servizio: dovrai tenere in grande considerazione altri due aspetti fondamentali. In primis, la qualità dei prodotti che proponi al pubblico. E poi, altra analisi va fatta sulla persona che effettuerà la consegna. Utilizzare un membro del proprio staff, formato sui piatti, che sappia come trattare nel modo corretto il cliente anche nel momento della consegna a domicilio così come lo tratterebbe dentro il locale può avere solo che effetti positivi a livello di immagine del locale. È vero, però, che questo comporta un costo aggiuntivo. Insomma, per scegliere se affidarti o meno alle piattaforme dedicate alle consegne dovrai trovare il tuo equilibrio tra i pro e i contro, in termini di investimento di tempo e denaro e di guadagno di immagine e controllo sul rapporto con la tua clientela.

Il mondo del food delivery può rappresentare un valore aggiunto concreto all’attività ristorativa solo dopo aver analizzato concretamente la fattibilità di tutte le fasi che lo compongono e dopo aver strutturato un reale business plan che metta a riparo da rischi di gestione il core business dell’azienda.
Se fatto bene, il servizio può essere di pari livello a quello offerto direttamente nel tuo locale. Ricorda però che proponendo questo nuovo servizio dovrai essere attento a come comunicherai il tuo brand all’esterno: una efficace comunicazione ti consentirà di aumentare la tua brand reputation e aiuterà i clienti a distinguerti e a sceglierti, in un mercato ricco di competitor.

 

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