Diventa cliente METRO

Richiedi la tessera

Al regno dei funghi appartengono sia organismi unicellulari molto semplici sia più complessi, dalla struttura vegetativa organizzata in cellule filamentose che prendono il nome di ife. Le ife si diffondono sotto al terreno, andando a costituire una sorta di rete particolarmente fitta ed intricata. Quello che viene raccolto come “fungo” è la fruttificazione di questo micelio, una massa carnosa che di norma si forma e si decompone nel giro di poche ore. 

Molti sono commestibili e considerati delle vere prelibatezze. Altri invece contengono potenti veleni e causano intossicazioni che possono avere anche decorso fatale. Per questo motivo dopo averne raccolti è consigliabile consultare il più vicino centro micologico. Allo stesso modo i funghi spontanei posti in vendita freschi devono essere sempre corredati da una perizia redatta da un micologo che ne certifichi la commestibilità.


I funghi più pregiati

  • Porcino - Boletacee

    01-boletacee-180

    Più comunemente noti come porcini. Molto ricercati ed apprezzati in cucina hanno cappello carnoso di colore che va dal bruno scuro al rossiccio. Il gambo è solitamente obeso e massiccio ma in alcune varietà si presenta sottile e slanciato. Cresce da giugno a novembre. Ottimo consumato crudo si presta bene a qualsiasi tipo di preparazione.

  • Chiodino

    04-chiodini-180

    Fungo molto conosciuto e dall’aspetto allungato molto particolare, si trova spesso in gruppi di decine di esemplari. Il cappello e piccolo, squamoso, di colore bruno e dalla forma conica. È un fungo mediamente tossico nonostante sia uno dei più consumati. È quindi opportuno effettuare una pre-bollitura, eliminando poi l’acqua di cottura prima di cucinarli.

  • Agarico delizioso

    06-agarico-180

    E’ l’esponente più conosciuto del genere Lactarius. Il colore è rosso scuro. Il cappello, convesso negli esemplari giovani, tende a diventare concavo con la maturazione. La carne al taglio secerne un liquido lattiginoso (da qui il nome) di color carota. Il sapore è molto forte e non tutti lo trovano gradevole.

  • Finferlo

    02-finferli-180

    E’ un fungo molto conosciuto. Il colore è giallo intenso mentre il cappello ha forma irregolare e frastagliata. È chiamato anche Galletto, Gialletto o Gallinaccio. Cresce in estate/autunno in gruppi di numerosi esemplari, solitamente tra l’erba alta. Il sapore eccezionale e l’alta versatilità in cucina lo rende ottimo per qualsiasi preparazione, in particolare abbinato all'aglio.

  • Trombetta dei morti

    05-trombetta-180

    E’ un parente dei più noti Cantharellus e da loro si distingue per la livrea grigio-nerastra che lo fa assomigliare ad un fungo in decomposizione. Il cappello è cavo fino alla base del gambo, a forma di imbuto e con i margini arrotolati. Nonostante l’aspetto decisamente poco invitante il sapore è ottimo e molto intenso. Sono però funghi disponibili solamente verso la fine di ottobre/novembre.

  • Amanita caesarea

    03-amanita-180

    Caratterizzato da gambo giallo provvisto del caratteristico cappello rosso vivo, è un parente delle velenosissima Amanita muscaria. Nei primissimi stadi della crescita tutte le amanite tendono ad assomigliarsi ed è importantissimo saperle distinguere. La Amanite cesarea è però l’unica ad avere una colorazione interna tendente al giallo. Ecco perché gli ovoli in commercio recano dei tagli di coltello sul cappello, così da potersi accertare della commestibilità del prodotto. Resta probabilmente il fungo più apprezzato e ricercato in assoluto. La carne tenera si consuma di norma a crudo, con un filo di olio e sale.



Scopri di più

  • Stagionalità e diffusione

    Si tratta di prodotti fortemente legati al territorio di raccolta. I funghi spontanei hanno bisogno di un clima fresco e di abbondanti precipitazioni. Le aree di maggiore diffusione sono perciò quelle che offrono superfici boschive a quote comprese tra i 500m e i 1000m, ben riparate dal vento e dall’arsura estiva.
    In base all’altitudine delle zone di raccolta la stagione può andare da Giugno ad Ottobre. Le aree di raccolta sono in Piemonte, Calabria e Trentino ma si tratta di attività in larga parte amatoriali, anche per via dei volumi relativamente bassi. L’unica grande eccezione è l’area limitrofa a Borgo Val di Taro, un comune dell’appennino parmense. In queste zone la presenza di funghi Boletus è talmente abbondante che la Comunità Europea ha inserito il “Fungo di Borgotaro” tra i prodotti a protezione I.G.P.

  • Attenzione, parassiti!

    Ad eccezione del genere Cantharellus i funghi selvatici sono naturalmente soggetti all’attacco di parassiti, in particolare larve di ditteri. In natura la crescita del fungo non è assolutamente controllabile, pertanto non esiste modo di impedire le infestazioni. Il fenomeno però non presenta di norma rischi per la salute.
    L’infestazione può però costituire un problema in fase di vendita poiché le larve col tempo continuano a nutrirsi del fungo, causando fenomeni di deterioramento. Soprattutto se la temperatura ambientale supera i 5°C le larve proseguono indisturbate la loro attività. Un sistema efficace per eliminarle è quello di indurre uno shock termico, immergendo i funghi in acqua fredda e successivamente in acqua bollente per alcuni secondi. Le larve tenderanno ad uscire rimanendo in sospensione nell’acqua.

  • Storia e tradizione

    Per il fatto che sembrano spuntare dal nulla e per via della velenosità e gli effetti allucinogeni di talune specie, i funghi hanno sin dai tempi antichi suscitato la fantasia dell'uomo, avvolgendosi in un alone di magia e mistero. Sono così diventati protagonisti di credenze e leggende popolari. Secondo alcune credenze, per esempio, si afferma che i funghi che crescono in "cerchio" siano generati da danze notturne di streghe o di gnomi ("cerchio delle streghe"). Anche nell'antica Grecia il fungo era considerato simbolo di vita e pertanto divino. Narra infatti una leggenda che l'eroe Perseo, dopo un lungo viaggio, trovandosi stanco ed assetato, si poté rifocillare con dell'acqua raccolta all'interno del cappello di un fungo; per questo motivo decise di fondare in quel posto una nuova città che chiamò Micene, dando vita alla civiltà micenea.


Servizi e assistenza