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Spreco alimentare: l'esperienza dei produttori del Made in Italy durante la pandemia

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La ricerca promossa dal nostro osservatorio METRONOMO, in collaborazione con la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, risponde con forza a uno dei pilastri della strategia decennale Farm to Fork (dal produttore al consumatore), sviluppata dalla Commissione Europea con l’obiettivo di promuovere un sistema alimentare dell’UE più sano e sostenibile: intensificare la lotta contro gli sprechi alimentari. All’interno della strategia Farm to Fork infatti la Commissione Europea si pone l’obiettivo di dimezzare gli sprechi alimentari pro capite a livello di vendita al dettaglio e di consumatori entro il 2030: entro il 2023 la Commissione proporrà obiettivi giuridicamente vincolanti per ridurre gli sprechi alimentari in tutta l'UE.

In questo scenario si innesta dunque la ricerca “Spreco alimentare: l’esperienza dei produttori del Made in Italy durante la pandemia” con la quale abbiamo somministrato un questionario a oltre 230 fornitori italiani METRO di prodotti tipici locali con il duplice obiettivo di indagare gli impatti della pandemia e delle conseguenti misure restrittive per il contenimento del contagio sul business dei produttori italiani dell’agroalimentare e di comprendere se e come questa emergenza sanitaria abbia condizionato la produzione di eccedenze e sprechi alimentari per queste aziende. L’indagine si è soffermata infatti sulle difficoltà incontrate durante la produzione, sulle tipologie di eccedenze generate, sulle soluzioni che i produttori sono riusciti mettere in atto per rispondere con più efficacia a un mercato in cambiamento e sulle misure attuate per prevenire e/o ridurre al minimo eccedenze ed eventuali sprechi.


IL CAMPIONE DELLA RICERCA

Con un questionario somministrato a oltre 230 imprese, il 60% degli intervistati ha un mercato di riferimento nazionale, mentre il 39% solo locale. La restante parte del campione lavora anche con player internazionali. Si tratta di un campione molto variegato, con un 48% delle aziende che può essere considerata una PMI con uno staff che oscilla tra le 10 e le 50 persone. Il 30% del campione impiega invece meno di 10 dipendenti, mentre la restante parte delle aziende ha dimensioni maggiori con uno staff superiore alle 50 unità.

Sotto invece una fotografia del campione distribuita per tipologia di prodotto.

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GLI IMPATTI DELL’EMERGENZA SANITARIA SUI PRODUTTORI ITALIANI DI PRODOTTI LOCALI

Una delle prime evidenze che emerge dal questionario somministrato alle oltre 230 aziende partecipanti è che gli effetti delle misure restrittive di contenimento dei contagi si sono fatti sentire con forza. Con la chiusura temporanea delle attività Horeca, molti player hanno infatti dovuto trovare mercati alternativi, spostando la loro distribuzione da operatori del mercato dei consumi fuori casa alla grande distribuzione. Significativi sono stati gli impatti sul livello di produzione. In particolare, la produzione di bevande tipiche ha subito una contrazione del 42%, mentre le aziende che producono o rilavorano frutta e verdura fresca hanno dovuto ridimensionare del 32% la quantità di prodotto immesso sul mercato.

Se la pandemia ha portato a una riduzione della produzione e delle vendite lungo la filiera agroalimentare di prodotti tipici nazionali, è stata anche un importante driver per l’ottimizzazione e la riduzione dei packaging che ha riguardato il 42% delle aziende intervistate. All’interno del campione circa il 23% degli intervistati ha inoltre dichiarato di aver colto l’occasione di rinnovare i materiali delle confezioni per adottare packaging più sostenibili necessità che, per il 25% degli intervistati, è arrivata per rispondere al bisogno dei loro clienti, siano essi professionisti Horeca o distributori grossisti.


EMERGENZA SANITARIA E SPRECO ALIMENTARE

L’evidenza, fra tutte, che più ci può far riflettere è che il 26% degli intervistati ha dichiarato di aver registrato un aumento dei propri sprechi alimentari nel corso del 2020, a causa delle chiusure ad intermittenza e dell’incertezza generale vissuta sul mercato. Con una visione molto vicina alla posizione della Commissione Europea, anche le aziende intervistate dichiarano che tali forme di spreco – oltre ad avere impatti diretti sul business e sui costi – sono un’importante causa dell’aumento dei problemi ambientali. Questo aspetto si avvalora ulteriormente se si considera il livello di incremento degli sprechi. Infatti per 44% delle aziende che hanno registrato un incremento di spreco alimentare, tale incremento è cresciuto in modo significativo, ovvero in un range tra il 6 e il 15%.

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Nonostante le evidenze mostrate, sono molteplici le azioni che le aziende intervistate stanno cercando di mettere in campo per cercare di prevenire la produzione di eccedenze e, se presenti, di fare in modo che non diventino uno spreco. Il 60% dei produttori dichiara che la logistica è una fase fondamentale e che preferisce effettuare consegne con volumi ridotti di prodotto. Questo comportamento è aumentato del 21% rispetto al pre pandemia. Per l’86% dei produttori risulta inoltre chiave l’attenzione al tema dei formati e dei packaging. Un ritardo si assiste invece nell’utilizzo di applicazioni digitali che favoriscano la rivendita di prodotti in mercato secondari. Simili applicazioni, oggi, non vengono adottate dal 75% degli intervistati. L’8% dichiara però di averne iniziato a fare uso per gestire le eccedenze generate proprio durante i mesi di lockdown.

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Ultimo, ma non meno importante, ecco le 5 soluzioni considerate strategiche dal campione di aziende intervistate per la riduzione delle eccedenze e/o dello spreco alimentare. 

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COS’È METRONOMO?

Nato nel 2014, Metronomo è un osservatorio di METRO Italia condotto in collaborazione con l’Università Bocconi e la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Grazie alla partnership con queste due prestigiose università, METRO Italia vuole avere sempre un occhio puntato su nuove sfide e possibili soluzioni in tema di sprechi alimentari, sostenibilità ambientale e – più in generale - circolarità, con l’obiettivo di individuare best practices che possano guidare lo sviluppo sostenibile della filiera agroalimentare e del comparto Horeca.